Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa utilizzo di cookies per migliorare l'esperienza di navigazione. Per fruire del sito è necessario acconsentire o modificare le impostazioni del proprio browser. Per saperne di piu leggi l'informativa sulla privacy.

Mentre il coronavirus stringeva il pianeta in una morsa di paura e di morte i nostri piccoli hanno visto
sciogliersi la ricchezza e la complessità della loro vita quotidiana. Lontani gli abbracci dei compagni di
giochi, lontani gli abbracci di nonni e nonne, lontano l'abbraccio della loro scuola.
Abbiamo cercato, noi, le loro maestre, di mantenere con tutti loro una relazione costante ma non stereotipa,
lontana dai rassicuranti schemi della didattica a distanza e dello smart working preconfezionati in forma
seriale.
È emersa, immediata, nei piccoli, l'esigenza di dar corpo alle loro paure, di materializzarle.
È emersa in noi, maestre, l'urgenza di realizzare una “terapia della parola”, di dare voce a bambini e bambine
di una fascia di età poco ascoltata durante questo periodo, ma anche di lasciare traccia, memoria di un
momento così particolare della loro esistenza.
Da lontano, attraverso l'aiuto di genitori attenti alle nostre indicazioni e ai nostri suggerimenti, abbiamo
cercato di aiutare i piccoli a “cercare le parole per parlare”, attraverso la “parola pronunciata” ma anche
attraverso il gesto, l'espressione e lo sguardo.
È nato così Le nostre orme: protagonisti diciotto bambini, con una età che oscilla tra i tre e i sei anni, che si
raccontano affidando al cellulare dei loro genitori paure ed emozioni.
Un concerto a più voci fresco e emozionante: voci timide, altre più spigliate, voci libere da condizionamenti
hanno espresso punti di vista, desideri, idee semplici, riuscendo a far trasparire la vera natura, unica e
irripetibile, di ognuno di loro.
Non casualmente tutte le immagini e tutte le voci sono accompagnate, lievemente e soffusamente, dai versi
della raffinata Arca di Noè di Sergio Endrigo: che solo alla fine, dopo che ognuno dei piccoli ha espresso il
suo mondo interiore, si dispiega libero e liberamente canta il desiderio e l'esigenza più profonda di
abbandonare la “spiaggia di conchiglie morte” e il cielo senza vera luna e senza vere stelle e liberamente
canta la speranza di trovare un'arca in cui possano trovare salvezza “il cane il gatto”, gli animali tutti e,
insieme a loro, “io e te” per potersi dare finalmente la mano e ricreare quel “girotondo” di sentimenti e di
esperienze che è il cuore vero della nostra scuola.
Alba Murino

Scuola dell'Infanzia Viale Europa

https://youtu.be/iPLWnEv41dU